Perché uso Twitter? Già, perché?

Su cortese ma imprudente invito di Nicola, e nonostante abbia già coniato in passato l’apposito termine di Pervasive Sharing per descrivere il fenomeno, spiego qui di seguito i motivi del mio compulsivo utilizzo di Twitter:

  1. Sono impegnato nella definizione clinica della psicopatologia del “leggone”, l’equivalente online del guardone, di cui il twitteratore costituisce perfetta incarnazione. Usando il metodo Stanislavsky, sono obbligato a rimanere in lettura, senza postare;
  2. Lo utilizzo per depistare i clienti in occasione di mostruosi ritardi di consegna: l’assenza di aggiornamenti li convince che sto lavorando a tempo pieno sul loro progetto;
  3. E’ un catalizzatore dell’assenza di attenzione: se c’è un punto fermo, è che a questo servizio non presterò mai attenzione. In questo senso è il modello ideale di servizio da contrapporre all’Information Overload;
  4. Mi serve come ambiente di preparazione e postparazione allo svolgimento del NoCamp

Sono tra l’altro lieto di annunciare la recente nascita del mio personale Tumblr: un aggregatore di citazioni esemplari dell’enorme grado di disinformazione insito nella nostra quotidiana rimediazione dei contenuti.

2 commenti su “Perché uso Twitter? Già, perché?

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