Sugli alluci dei giganti

Provo spesso un certo sentimento di insufficienza, se non di provincialismo, riguardo alle nostre infinite discussioni su autoreferenzialità, mainstream o geek, divulgazione o avanguardia. Come se ci trovassimo impantanati in sacche di banalità già superate di slancio in un altrove (certamente oltre le colonne d’Ercole), dove albergherebbero strategie consolidate di gestione di questi dilemmi, a cui noi non siamo ancora arrivati.

Capita invece ancora, fortunatamente (per noi), di imbattersi in scambi di opinioni farciti di analoghi dubbi tra Scoble e Udell (consecutivi uomini-trasparenza di Microsoft, seppure con differenti stili) su come e cosa comunicare a chi con quale linguaggio e giù commenti sull’incapacità di parlare all’uomo della strada eccetera.

Il pretesto era un post di Udell (che in realtà è un noto alpha-geek, più che un divulgatore) che tentava inopinatamente di far usare Word 2007 per bloggare. E’ sembrato subito evidente che Udell parlasse ad un pubblico di incalliti blogger, contrariamente a quanto faceva Scoble a suo tempo. Invece la discussione che ne è originata mostra bene come le idee in proposito siano poco chiare un po’ dovunque, così come i percorsi di comunicazione ed evangelizzazione da intraprendere. A meno di non ipotizzare che Microsoft ormai sia uscito dal circolo delle idee chiare e distinte in materia, ipotesi tutto sommato ragionevole.

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