Dovendo votare

Ormai ci siamo.
Il progetto credibile non c’è.
Non RC, che è un cavallo di Troia biodegradabile antiporcellum per far rientrare nel giardino alcuni nani.
Non M5S, che deve ancora dimostrarci tutto su europa, competenze, diritti civili, democrazia interna, capacità di aggregazione.
Non ovviamente PD, tristo coacervo di concezioni medievali dei diritti, comitati d’affari e stampelle del berlusconismo.
SEL esiste veramente o è un artificio retorico di Vendola?

Se esistono le cosiddette forze sane del paese evidentemente hanno concordato un’ultima fiducia al carrozzone di Bersani per mostrare di essere guarite dall’autolesionismo.
Io sono convinto che il massimo che possa fare è imboccare la giusta strada con il freno a mano inserito.

Ma domenica si vota, e tanto vale cercare la soluzione più razionale.
Allora SEL al Senato, per farlo contare e spostare il baricentro dell’eventuale governo a sinistra.
Alla Camera non sembrano esserci problemi di numeri. Ma è opportuno far entrare Rivoluzione Civile, se non altro per porre in agenda giustizia e conflitto d’interessi.

SEL al senato, RC alla camera.
Rien ne va plus.

P.S. Zingaretti alla Regione ve lo votate voi, io non riesco.

General diciotting

Preso un taxi, mi porta dove richiesto. Poi alla domanda quantè mi risponde duemila al mese, sine die (è di Latina). Ma io protesto, a me serviva che mi portasse lì e basta, mica mi serve ancora, ma lui sbandiera un articolo di legge e se ti serve una cosa ti serve per sempre. Così l’ho dovuto assumere, ho fretta, entro, prendo l’ascensore. Mi porta al piano, e non mi apre. Dice che una volta usato devo usarlo per sempre, non posso compromettere il suo futuro. Chiamo il giudice con l’apposito bottone, mi faccio liberare, scendo al piano e giro la maniglia.
Che non mi molla, aiutatemi!

Nonostante il PD

Il dato sostanziale della tornata mi pare questo: la voglia di uscire dal berlusconismo è ormai più forte del senso di una mancanza d’alternativa, pur ancora fondato e radicato. E, strabordando, questa volontà si esercita fin OLTRE il Partito Democratico.

L’alternativa è quindi già potenzialmente vincente, ma solo quando il processo elettorale o di selezione politica fornisce qualche strumento per sovrascrivere le scelte del PD: primarie strappate (Vendola, Pisapia) o ballottaggio con outsider (De Magistris).

Attenzione quindi a traslare il risultato a livello nazionale, dove la legge elettorale non ha questi strumenti per filtrare via i candidati impopolari della nomenklatura. Che le amministrative eventualmente vittoriose e le istantanee demoscopiche non illudano nessuno, i muri che impediscono il cambiamento vanno rimossi prima delle politiche, e non possono prescindere dal ricambio generazionale della classe politica democratica. Che non è in se’ garanzia di buona politica, ma almeno asseconda un’onda su cui il PD finora ha soffiato dal lato opposto.


Il barone lampante

Trovo che il massimo che si possa obiettare ad Asor Rosa sia un eventuale errore di valutazione sulla residua presenza di anticorpi nelle istituzioni democratiche del paese, che ad un centimetro dal baratro potrebbero pur sempre riuscire a fermare il carro.
Io sarei anche disponibile a crederci, e ad aspettare un’ulteriore tornata elettorale.
Ma il programma di governo propostomi dovrebbe non semplicemente “contenere”, ma “consistere” in quella ricostruzione della normalità democratica evocata dall’ex barone. E se non va in porto questa ultima ratio, bisognerà pure prendere atto purtroppo che il sistema non contiene evidentemente al proprio interno strumenti sufficienti ad assicurare la sussistenza democratica. Quindi bisognerà inventarsi altro, e restare pure pronti ad attuarlo, chi può.

Il resto del suo ragionamento mi sembra francamente inattaccabile, forse un pelo ottimista sul fatto che l’incultura civile di metà popolazione lasciata a briglie sciolte per anni possa essere improvvisamente domata da qualsivoglia prova di forza. Va disinquinato il pozzo prima di ricostruirci attorno le possibilità di una convivenza basata su valori minimi condivisi, ognuno arrischi le sue formule sul come.


Come un modello per mettere trionfalmente le mani avanti

E’ uscito il nuovo sito Inps.
Che di nuovo ha almeno il codice che ho fatto io, che gli ho spacciato per “pacchetto di User Interface”.
Tranne i pezzi che non ho fatto io (che però non devo dirveli, che si vede che non sono miei).
E la progettazione, che a me l’hanno dato già approvato esattamente così, ma senza codice.
E la tempistica e le priorità di sviluppo, che c’ha pensato chi ci doveva pensare.
E ovviamente altre cose fatte male, se pensate che ci siano.

Intimidatio isterica 2.0

Stamattina ho trovato tra i referrer a questo blog la ricerca su Google “martines andrea in arresto”.
Flusso di coscienza di un egocentrico assopito:

1. Ma questo è un genio! E’ una fantastica forma di intimidazione per convincermi ad abbassare i toni eversivi.
2. Ma chi vuoi che mi s’inculi! Sarà invece uno scherzo di qualche amico che sa che mi diverto a sbirciare i log strani.
3. Ma io non ho amici! Vuoi vedere che c’è dietro una notizia vera?

Infatti c’è un omonimo spacciatore a Gela che mi ruba le query.

Comitato di Lottizzazione Nazionale

Questo blog è già al toto-nomine. Scusate il cencellismo preventivo, ma bisognerà pure capire se può funzionare, non appena ai nostri eroi verrà meno l’afflato di responsabilità.
A conti fatti, secondo me l’amalgama ha qualche chance. Questi sono talmente diversi da poter spingere via il paese dal berlusconismo pezzo a pezzo senza ostacolarsi troppo, ognuno nella direzione risultante dal suo peculiare mosaico di interessi particolari e collettivi.

Proviamo a giocare con gli obiettivi di ciascuno:

IDV
Ha le sue fisse, gli basta riformare alcuni ambiti principali, presidiando una svolta etica su giustizia, opere pubbliche e comunicazione (tv, telefonia e web).

Alleanza x l’Italia
Oscillante tra Vaticano e Confindustria (soprattutto se entrerà Montezemolo), vorrà Sviluppo e Università, e provare a ristabilire l’immagine dell’Italia all’estero.

UDC
Il nuovo partito degli affari. Vorrà qualche campo libero che purtroppo bisognerà concedergli, tra speculazione edilizia e politiche per la famiglia. Ambizioni che si possono limitare con qualche dicastero collaterale.

Finiani
Costano cari. Vorranno i gangli istituzionali più cari alla destra (interni e difesa) più il controllo sulle riforme costituzionali e le politiche d’integrazione.

PD
E’ il partito più grande della coalizione, vorrà controllare i cordoni della borsa, lavoro e welfare, pubblica amministrazione e gli altri dicasteri sociali.


MINISTERI

  • Esteri: AI (Rutelli?)
  • Interno: Finiani
  • Giustizia: IDV (De Magistris?)
  • Difesa: Finiani
  • Economia e Finanze: PD
  • Sviluppo economico: AI (Montezemolo)
  • Politiche Agricole: PD
  • Ambiente e territorio: UDC
  • Infrastrutture e Trasporti: IDV (Di Pietro)
  • Lavoro e Politiche Sociali: PD (Bindi?)
  • Salute: PD
  • Istruzione, Università e Ricerca: AI
  • Comunicazioni: IDV

MINISTRI SENZA PORTAFOGLIO

  • Affari regionali: UDC o IDV
  • Pubblica amministrazione e Innovazione: PD
  • Pari opportunità: UDC
  • Rapporti con il Parlamento: Finiani
  • Politiche Europee: PD
  • Riforme Costituzionali: Finiani
  • Semplificazione Normativa: PD
  • Integrazione e politiche migratorie: Finiani
  • Turismo: UDC

Può funzionare? Sulla carta non pare così peregrino. Può durare persino un paio d’anni.


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